Normativa dei Biocombustibili - Alpenwald - Alpenwald srl Trento

BIOCOMBUSTIBILI CIPPATO E LETTI FILTRANTI
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PRODOTTI E SOTTOPRODOTTI
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D.l.g.s. 152/2006 allegato lettera C parag. 1/sez.4 all. X parte V


La nozione di sottoprodotto è introdotta dal Decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 che definisce "sottoprodotto": qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa le condizioni di cui all’articolo 184-bis, comma 1, o che rispetta i criteri stabiliti in base all’articolo 184-bis, comma 2.

L’articolo 184-bis del D.Lgs. n. 152 del 2006, come modificato dal suddetto D.Lgs n. 205 del 2010, sottrae alla disciplina dei rifiuti quei prodotti che possono essere utilizzati per sé o per terzi, senza ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale.

Il D.Lgs. n. 205 del 2010 prevede, quindi, i criteri di individuazione dei sottoprodotti. Infatti, l’articolo 184-bis dichiara che è un sottoprodotto e non un rifiuto ai sensi dell’articolo 183, comma 1, lettera a), qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa tutte le seguenti condizioni:

a) la sostanza o l’oggetto è originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte integrante, e il cui scopo primario non è la produzione di tale sostanza od oggetto:

le sostanze o gli oggetti che derivano dal processo di produzione di una materia (per esempio: legno) e costituiscono residui della lavorazione (per esempio: trucioli di legno) saranno considerati, a seconda delle caratteristiche qualitative, sottoprodotti.

b) è certo che la sostanza o l’oggetto sarà utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi:

l’oggetto o la sostanza devono essere utilizzati nel corso dello stesso oppure di un successivo processo di produzione oppure di utilizzazione da parte dello stesso produttore o anche da parte di terzi soggetti.

La Commissione delle Comunità europee con Comunicazione del 21.2.2007 relativa alla Comunicazione interpretativa sui rifiuti e sui sottoprodotti afferma che:

“In alcuni casi si verifica che solo una parte del materiale può essere riutilizzata, mentre il resto va smaltito. Se l'autorità competente, analizzando il singolo caso, non ha indizi sufficienti che garantiscano l'utilizzo certo di tutto il materiale in questione, esso va automaticamente considerato rifiuto. Pur tuttavia, l'esistenza di contratti a lungo termine tra il detentore del materiale e gli utilizzatori successivi può indicare che il materiale oggetto del contratto sarà utilizzato e che quindi vi è certezza del riutilizzo.

Allo stesso modo, se il materiale è depositato per un periodo indeterminato in attesa di un riutilizzo eventuale ma non certo, occorre considerarlo un rifiuto per tutto il tempo in cui è depositato.”

c) la sostanza o l’oggetto può essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale:

nella “normale pratica industriale” rientrano le fasi produttive che costituiscono un processo di produzione.

d) l’ulteriore utilizzo è legale, ossia la sostanza o l’oggetto soddisfa, per l’utilizzo specifico, tutti i requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell’ambiente e non porterà a impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana:

l’utilizzo del sottoprodotto deve essere legale, cioè l’utilizzo specifico della sostanza o dell’oggetto deve soddisfare, ai fini dell’utilizzo specifico, i requisiti relativi ai prodotti e alla protezione della salute e dell’ambiente. L’impego del sottoprodotto deve, quindi, assicurare l’assenza di impatti complessivi negativi sull’ambiente o la salute umana.

Sulla base delle condizioni sopra previste, possono essere adottate misure per stabilire criteri qualitativi o quantitativi da soddisfare, affinché specifiche tipologie di sostanze o oggetti siano considerati sottoprodotti e non rifiuti. All’adozione di tali criteri il Ministro dell’Ambiente provvederà  attraverso la pubblicazione di uno o più decreti ministeriali.


Tabella 1.A - ELENCO SOTTOPRODOTTI UTILIZZABILI NEGLI IMPIANTI A BIOMASSE
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Fermo restando il rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006, del regolamento CE n. 1069/2009 del regolamento CE n. 142/2011 si elencano di seguito i sottoprodotti utilizzabili negli impianti a biomasse e biogas ai fini dell’accesso ai meccanismi incentivanti di cui al presente decreto.

Tutti i sottoprodotti classificati di categoria 1 ed elencati all’articolo 8 del regolamento CE n. 1069/2009 (con specifiche di utilizzo previste nel regolamento stesso e nel regolamento CE n. 142/2011)

Sottoprodotti provenienti da attività agricola, di allevamento, dalla gestione del verde e da attività forestale:

* effluenti zootecnici;
* paglia;
* pula;
* stocchi;
* fieni e trucioli da lettiera.
* residui di campo delle aziende agricole;
* sottoprodotti derivati dall’espianto;
* sottoprodotti derivati dalla lavorazione dei prodotti forestali;
* sottoprodotti derivati dalla gestione del bosco;
* potature, ramaglie e residui dalla manutenzione del verde pubblico e privato.
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